La Casa di Otello

Sul lato destro di Campo dei Carmini (al numero 2615), sul quale si affacciano l’omonima chiesa, parte della Scuola Grande e l’odierno Istituto d’arte di Venezia,

 La "Casa di Otello" ai Carmini.

La "Casa di Otello" ai Carmini.

sorge ancora ciò che rimane di un antico palazzo abitato in un lontano passato dalla famiglia Moro e conosciuto come la “Casa di Otello”. E’ tutt’altro che un azzardo infatti sovrapporre la figura del “Moro di Venezia” con quella di Cristoforo Moro, patrizio Veneziano che venne spedito come luogotenente a Cipro nel 1505 e tornò in città tre anni dopo da Candia (Creta), in qualità di capitano di quattordici galee, perdendo nel corso del viaggio la moglie. Nel 1604, William Shakespeare avrebbe attinto la trama della sua celebre tragedia dagli “Hecatommithi” del ferrarese Giambattista Giraldi Cinzio, scritti nel 1565. Entrambi i commediografi, per un riguardo all’aristocrazia Veneziana, avrebbero fato figurare come protagonista delle loro opere un personaggio “moro” di pelle, piuttosto che di cognome. A ciò si può aggiungere il fatto che nel 1515 Cristoforo Moro si era sposato in seconde nozze con la figlia di Donato da Lezze, il cui soprannome era “Demonio Bianco”, appellativo dal quale si può forse ipotizzare sia stato coniato il successivo shakespeariano Desdemona.

 La casa di Desdemona sul Canal Grande.

La casa di Desdemona sul Canal Grande.

A sua volta il cognome Moro potrebbe essere la corruzione di Guoro, famiglia che in quel periodo ebbe il palazzo da quella dei Civran. Secondo un’altra versione, Otello sarebbe invece Nicola Contarini, eroico difensore dei confini veneziani contro i Turchi che, a quanto si dice, era moro di pelle. La storia di Nicola Contarini ebbe comunque un esito diverso da quello descritto dal bardo, dato che a finire assassinato fu proprio lui, mentre la sua sposa, Palma Querini, era già tornata alla famiglia d’origine per sfuggire all’esasperante gelosia del marito, accusato di aver tentato di strangolare la donna. I due si erano sposati nel 15353 e avevano una differenza di età di 13 anni: la stessa che intercorre tra Otello e Desdemona. E se la “Casa di Otello” dà forza all’idea che il “Moro di Venezia” sia un personaggio realmente esistito, Venezia offre anche la “Casa di Desdemona”. La si può facilmente notare dall’altra parte del Canal Grande, dalla chiesa della Salute guardando verso San Marco: un palazzo molto stretto e ornatissimo, il cui nome è Contarini-Fasan. Qui la tradizione veneziana vuole che abbia abitato la moglie di Cristoforo Moro, la cui storia è destinata a tramandarsi ancora a lungo, nei secoli.

Grazie ad Alberto Toso Fei per questa storia tratta dal suo libro "Venezia Enigma" ed. Elzeviro, pag. 129

www.albertotosofei.it